TIPO DI PROGETTO:

Intervento di ingegneria naturalistica meccanizzato e manuale per mettere in sicurezza un versante interessato da una frana di scivolamento traslazionale.

CATEGORIA SOA DI RIFERIMENTO:

Opere di Ingegneria Naturalistica — Categoria SOA OG13

DESCRIZIONE IN BREVE:

Movimento terra per livellare il terreno franato a gradone, realizzazione di opere di contenimento della frana con palificate in legno di castagno e sistemazione idraulica del pendio con un fosso di guardia e briglie sempre in legno di castagno.

Sistemazione del pendio in frana in Loc. Tortole Strada di Gattaia nel Comune di Vicchio, con tecniche di ingegneria naturalistica.

I fenomeni di dissesto idrogeologico sono aumentati a dismisura negli ultimi anni. La fragilità del terreno italiano, che ha perso nel tempo il vigile controllo della popolazione contadina, è una delle grandi emergenze del nostro tempo che ancora non ha trovato risposte adeguate come prevenzione. Pertanto le improvvise e abbondanti piogge che si abbattono sul territorio così intense, provocano smottamenti, che spesso provocano frane che minacciano infrastrutture ed abitazioni in aree residuali. In questo caso, un ente religioso, proprietario di terreni boschivi, si è ritrovato una frana di scivolamento traslazionale dopo le precipitazioni avvenute il 14 e 15 marzo 2025 nel Comune di Vicchio.  Nei giorni successivi all’evento l’amministrazione comunale ha proceduto alla
ripulitura della strada abbancando il materiale che la occupava direttamente sul pianoro. L’intervento di sistemazione con tecniche di bioingegneria, è consistito nella riprofilatura e gradonamento della porzione intermedia e basale del versante , nella realizzazione di opere di riduzione dei fenomeni erosivi prodotti dalle acque di ruscellamento sul letto di frana ed infine nella realizzazione di un canale di guardia di raccolta delle acque provenienti da monte realizzato in legname di castagno, tramite il quale le acque superficiali saranno poi scaricate nel T. Muccione. L’intervento è possibile perché il nostro escavatore ad appoggi articolati, è stato agevole nelle opere di movimento terra, sia nella risagomatura del terreno franato, che nelle attività di scavo per le canalette, i gradonamenti e le opere propedeutiche alle palificati, risalendo il versante con le quattro ruote motrici. Le operazioni di ingegneria naturalistica, portate avanti dalle maestranze della nostra cooperativa, che hanno realizzato due palizzate “morte” trasversali al pendio con lo scopo di annullare i fenomeni erosivi, favorire la raccolta delle acque di ruscellamento e accelerare il processo di ripresa della crescita della coltre vegetazionale, realizzare un fosso di guardia con briglie in legname di castagno, alcuni metri a valle del limite tra il letto di frana e l’accumulo di frana per tenere il terreno di accumulo riprofilato il più asciutto ed addensato. Il sistema idraulico è stato poi convogliato con un sistema di tubatura, nel torrente sottostante.